disagio animale per i fuochi

Fuochi illegali: la verità sui fuochisti

Di Amore Randagio

Fuochi d’artificio illegali: perché non sono il lavoro dei veri fuochisti

Ogni estate, in occasione di feste patronali, compleanni, matrimoni o semplicemente per una partita di calcio, assistiamo alla stessa scena: batterie di fuochi d’artificio esplose in pieno centro abitato, spesso senza alcuna autorizzazione.

E puntualmente, quando qualcuno denuncia il disagio provocato a persone e animali, arriva il commento:

“Lasciate lavorare i fuochisti.”

È una frase che sembra difendere una categoria professionale, ma che in realtà la danneggia profondamente.

I veri fuochisti sono professionisti

Chi esercita il mestiere di pirotecnico non improvvisa.

Dietro uno spettacolo autorizzato esistono formazione, competenze tecniche, procedure di sicurezza e autorizzazioni rilasciate dall’Autorità di Pubblica Sicurezza.

La normativa italiana disciplina in maniera rigorosa la fabbricazione, il trasporto, la vendita e l’utilizzo degli articoli pirotecnici proprio perché si tratta di materiali esplodenti, potenzialmente pericolosi per persone, animali e beni.

Confondere questi professionisti con chi acquista o utilizza materiale pirotecnico illegalmente significa svilire una professione che opera nel rispetto delle regole.

Cosa dice la legge

L’articolo 57 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (R.D. 18 giugno 1931, n. 773) stabilisce che l’accensione di fuochi artificiali in luoghi abitati, nelle loro adiacenze o lungo le pubbliche vie richiede una specifica licenza dell’Autorità di Pubblica Sicurezza.

L’articolo 703 del Codice Penale, dedicato alle Accensioni ed esplosioni pericolose, punisce chi accende fuochi d’artificio o provoca esplosioni senza le necessarie autorizzazioni quando ciò possa mettere in pericolo la pubblica incolumità.

Inoltre, il D.Lgs. 29 luglio 2015, n. 123, che recepisce la normativa europea sugli articoli pirotecnici, disciplina quali prodotti possano essere commercializzati, acquistati e utilizzati, prevedendo specifici requisiti di sicurezza e limitazioni in base alla categoria del materiale esplodente.

Anche la Polizia di Stato ricorda che i cosiddetti “botti proibiti” sono vietati perché privi delle necessarie garanzie di sicurezza e che molti artifici possono essere utilizzati esclusivamente da personale qualificato e autorizzato.

Non tutto ciò che esplode è uno spettacolo pirotecnico

Far esplodere batterie di fuochi tra le abitazioni, davanti a un locale, in una piazza o lungo una strada pubblica, senza autorizzazione, non significa “far lavorare un fuochista”.

Significa, nella maggior parte dei casi, realizzare un’attività abusiva che può comportare responsabilità amministrative e penali.

Ed è proprio questo l’equivoco che andrebbe eliminato.

Gli animali pagano il prezzo più alto

Come associazione che ogni giorno si occupa di animali abbandonati, feriti e spaventati, conosciamo bene le conseguenze dei botti.

Fuochi pirotecnici una bella festa che crea troppi disagi,

Cani che scappano nel panico.

Gatti che si nascondono per giorni.

Fauna selvatica disorientata.

Animali investiti durante la fuga.

Cuccioli che riportano traumi permanenti.

Il rumore improvviso viene percepito dagli animali con un’intensità enormemente superiore rispetto all’uomo. Per loro non è un momento di festa, ma un evento imprevedibile che scatena paura, stress e comportamenti di fuga spesso fatali.

I botti non spaventano solo gli animali

Quando si parla di fuochi d’artificio abusivi, troppo spesso si dimentica che il disagio non riguarda esclusivamente gli animali. A pagarne le conseguenze sono anche migliaia di persone. Bambini molto piccoli che si svegliano nel cuore della notte terrorizzati da esplosioni improvvise.

Anziani che vivono soli e vengono colti di sorpresa da rumori violenti. Persone con disturbi dello spettro autistico, con ipersensibilità sensoriale o con disturbi d’ansia, per le quali un’esplosione può trasformarsi in un’esperienza estremamente stressante.

Ci sono poi malati cardiopatici, persone ricoverate a domicilio, cittadini costretti a letto, lavoratori turnisti che devono riposare e famiglie che cercano semplicemente di vivere la propria quotidianità nel rispetto della quiete pubblica.

La libertà di festeggiare non può tradursi nel diritto di imporre paura, disagio o rischio agli altri. Una comunità civile si misura anche dalla capacità di conciliare le proprie tradizioni con il rispetto delle persone più vulnerabili. Il divertimento di pochi non può prevalere sul benessere, sulla sicurezza e sulla serenità di un’intera collettività.

Difendere il lavoro significa difendere la legalità

Sostenere una categoria professionale è giusto.

Ma usare quella categoria come scusa per giustificare comportamenti illegali è profondamente sbagliato.

Dire:

“Lasciate lavorare i fuochisti.”

per difendere chi esplode fuochi abusivi è come sostenere che qualsiasi attività irregolare sia giustificata perché qualcuno “sta lavorando”.

Il lavoro vero è quello svolto nel rispetto delle leggi, della sicurezza e della collettività.

L’abusivismo, invece, non tutela nessuno.

Una riflessione necessaria

Amare le tradizioni non significa rinunciare al rispetto.

Esistono spettacoli pirotecnici autorizzati, organizzati da professionisti qualificati e sottoposti ai controlli previsti dalla legge.

Esistono però anche esplosioni improvvisate, illegali e pericolose, che nulla hanno a che vedere con il lavoro dei veri pirotecnici.

Difendere gli animali significa anche difendere una cultura della responsabilità.

Perché una festa che mette in pericolo persone, terrorizza gli animali e viola le norme non è una tradizione da preservare.

È semplicemente un comportamento che non dovrebbe più trovare alcuna giustificazione.

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